martedì 24 luglio 2007

34. Illuminazione naturale

Durante una torrida mattina d’estate un gruppo di monaci godeva della frescura del tempio.
Uno di essi realizzò che soltanto dal contatto diretto con la natura poteva giungergli la consapevolezza del profondo legame che lo univa alle altre creature dell’universo.
Uscì quindi dal tempio per sedersi a meditare su di un prato, determinato a non smettere fino a che non avesse raggiunto l’illuminazione.
Il sole lo illuminò con intensità persino eccessiva, alla sera gli altri monaci si presero cura delle sue ustioni e lo salvarono dalla disidratazione.

3 commenti:

Milena ha detto...

Ciao Mirco!

Grrrazie per questa storia, è un punto di vista interessante dato che sono tutta bagnata dopo un cammino al lavoro sotto la pioggia /…e consolante perché l’estate qui sta cercando lo zen ….comunque anche la pioggia è un contatto molto diretto (forse un po’ troppo diretto) con la natura….

Wow…che ispirazione…ping….

Un carissimo abbraccio

Mirco ha detto...

Ciao Milena!
Qui si apre una serie di interrogativi...il Buddha era abbronzato? Aveva eritemi o bolle? Si può raggiungere l'illuminazione al buio? L'illuminazione può essere usata come fonte di energia rinnovabile?
Ti auguro una luminosa giornata.

Anonimo ha detto...

...ma soprattutto, Bubbha parteciperebbe a un'iniziativa come "M'illumino di meno"?

OP