venerdì 29 giugno 2018

90. Frustrazione

Il traduttore italiano delle antiche freddure zen si applicava con grande dedizione al proprio compito, a tal punto da pensare di essere entrato in comunicazione col misterioso autore, vissuto in Cina otto secoli prima. Lo incontrava spesso in sogno ed una notte gli parlò così:
“Venerabile maestro, aiutami a carpire la vera essenza delle freddure, che ancora mi sfugge, taluni le considerano così tristi da non riuscire a leggerle, altri le trovano solo divertenti, a me comunicano soprattutto un senso di frustrazione, mi parlano dei tranelli beffardi che la nostra mente ci tende e dell’impossibilità di raggiungere l’illuminazione.”
Così gli rispose l’antico mentore:
“Le freddure zen sono come uno specchio nel quale ciascuno vede riflesso se stesso, chi è intimamente triste le trova tristi, chi è sciocco e superficiale le considera solo delle innocue barzellette… Solo a te, per premiarti dello sforzo profuso nella meritoria opera di traduzione, offro la giusta chiave d’interpretazione, che ti permetterà di raggiungere finalmente l’illuminazione…”
Purtroppo il traduttore non si ricordava mai il finale dei suoi sogni.

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